10.02.2015Nicola BerrutiALZHEIMER CAFFE’: un momento di incontro per pazienti e famiglie Il primo Alzheimer Caffé è nato nel 1997 a Leida, Olanda, da un progetto dello Psicogeriatra olandese Bere Miesen, che lo ha pensato come uno spazio informale, de-istituzionalizzato e gratuito per le persone affette da demenza ed i loro familiari: un luogo accogliente, in cui trascorrere qualche ora insieme, socializzare, parlare dei propri problemi alla presenza di operatori esperti. Nelle diverse esperienze che si sono succedute da allora in molti paesi, il Cafè Alzheimer ha avuto interpretazioni diverse, che sono andate dall’occasione di formazione ed informazione dei familiari, tipico di un Centro di ascolto per familiari, a quella di animazione per i malati, caratteristica di un Centro Diurno. L’avvio di un progetto di Caffè Alzheimer su un territorio richiede un’integrazione con la rete dei servizi e con la rete sociale esistente, per evitare di proporre alle famiglie occasioni di incontro che sono già offerte in altra forma, e per promuovere una maggiore conoscenza della malattia. Un’atmosfera rilassata tra persone coinvolte nello stesso problema aiuta ad uscire dal tabù che spesso circonda la malattia: per il paziente è importante entrare in contatto con persone di cui si può fidare, perché sono in grado di capire il suo problema o perché si trovano nella sua stessa situazione (oltre ad essere un momento per ridurre il loro isolamento sociale). Per il familiare è altrettanto importante parlare con persone competenti da cui ricevere indicazioni su come comportarsi, sulle possibili forme di assistenza e sul significato della malattia (aspetti medici e psicosociali). L’Alzheimer Caffè è suddiviso in diverse parti: accoglienza delle persone; presentazione, da parte di un professionista, di un argomento (memoria, emozioni…) non in forma di lezione, ma in forma dialogica e chiara; intervallo conviviale con musica, rinfresco o merenda; discussione sull’argomento del giorno e su problematiche dei presenti, e infine ancora un momento conviviale informale per concludere l’incontro. Il beneficio sul malato e sui familiari è evidente, sia dal punto di vista psicologico (condivisione con altri familiari) sia comportamentale (aiuto nella programmazione dell’assistenza, anche nel quotidiano).
L’Alzheimer Caffè può essere un’occasione per integrare le cure offerte agli ammalati di demenza; è a basso costo, e quindi ancora più utile in un momento di carenza di risorse.
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