08.11.2010Stefano BoffelliLa riabilitazione della persona anziana Spesso l’intervento riabilitativo geriatrico si rivolge a persone molto anziane che presentano una perdita severa quanto rapida della propria autosufficienza in seguito ad un evento clinico acuto. Infatti, è frequente che un anziano, durante il ricovero in ospedale, perda in parte o del tutto la propria abilità ad eseguire le comuni attività quotidiane come lavarsi, vestirsi, camminare. Tale situazione si verifica sia in seguito ad interventi chirurgici che per ricoveri di tipo internistico (infezioni, malattie cardiache o respiratorie).
E’ compito della riabilitazione geriatrica la valutazione e l’intervento ponendosi sempre questa domanda: dopo la disabilità acuta, spesso instaurata su una disabilità pre-esistente, la persona malata sarà in grado di tornare al domicilio? Avrà bisogno di assistenza e chi potrà fornirgliela?
Il primo intervento è quello clinico-riabilitativo: è necessario raggiungere una stabilizzazione delle condizioni mediche per effettuare un trattamento che possa permettere il recupero delle funzioni premorbose. Infatti, se la persona malata può recuperare il cammino o l’alimentazione, può farlo solo quando la malattia acuta è guarita oppure ha raggiunto un buon controllo con i farmaci. Il secondo intervento è quello post-ricovero: vanno valutate infatti le possibilità di un ritorno al domicilio, autonomo oppure con assistenza. Diventa quindi non secondario organizzare interventi che riducano il rischio di ulteriori aggravamenti, oppure che garantiscano la sicurezza della persona a casa. La figura dell’assistente sanitario, che si attiva insieme ai familiari per la scelta della evoluzione futura, è importante: rappresenta il collegamento fra ospedale e territorio, facilita i collegamenti con i servizi di assistenza infermieristica o alla persona, aiuta i familiari anche nella scelta dell’eventuale decisione di istituzionalizzazione. Quest’ultimo non sempre è una scelta facile, perché il domicilio è la sede naturale per la vita della persona di tutte le età, mentre, al contrario, l’istituto rappresenta un passaggio psicologicamente difficile, anche se risponde ai bisogni clinici del malato.
La riabilitazione dell’anziano è un atto difficile: significa affrontare problemi clinici, funzionali, ma anche psicologici ed extraclinici. Tuttavia, anche piccoli obiettivi raggiunti possono costituire soggettivamente un risultato di grande significato, quando è possibile restituire la persona alla propria casa, ai suoi affetti famigliari, al suo “tempo normale”. Risultato che merita l’impegno di medici, infermieri, terapisti della riabilitazione e degli altri operatori dell’assistenza, in uno sforzo condotto in collaborazione, condividendo obiettivi ben chiari e definiti. Così l’atto riabilitativo non è un intervento generico ed uguale in tutte le persone con disabilità, ma un momento di cura mirato, individuale, rispettoso della dignità e della libertà del singolo paziente. » scarica pdf « torna indietro
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