06.08.2010Piera RanieriL’importanza nell’anamnesi nel paziente geriatrico.La pratica della medicina è un’associazione di scienza ed arte. Il ruolo svolto dalla scienza è evidente: le soluzioni di molti problemi clinici sono consentiti dalla tecnologia, che è fondata sulla scienza e sul ragionamento deduttivo. Il medico deve essere in grado di identificare gli elementi più importanti nella complessità del quadro anamnestico ed obbiettivo estraendo, da tutti i dati a sua disposizione, i risultati più importanti e significativi che lo porteranno a formulare una diagnosi ed una strategia di intervento. Requisiti essenziali per il processo decisionale, che il clinico abile ed attento deve porre in atto molte volte al giorno, sono la capacità di decidere quando un indizio clinico valga la pena di essere approfondito o quando, invece, debba essere abbandonato perchè forviante, nell’ambito dell’estrema complessità del paziente stesso. In questa combinazione di conoscenza medica, di intuizione e di giudizio consiste l’arte della medicina, che è necessaria alla pratica medica quanto una solida base scientifica.
Nel paziente anziano senza dubbio tutto ciò è complicato dalla presenza contemporanea di patologie croniche e da una frequente presentazione atipica delle malattie acute. A maggior ragione l’accurata raccolta di una precisa storia clinica ci permette di “capire” il paziente che stiamo curando, identificando le priorità diagnostiche e terapeutiche.
E’ ovvio che l’anamnesi perché abbia un valore informativo è molto di più di un elenco ordinato di sintomi e malattie. L’arte del medico sta nel sapere fare le domande giuste per far sì che il paziente, o il familiare, qualora si tratti di un paziente anziano con decadimento cognitivo, siano in grado di fornire informazioni dettagliate e precise riguardo le malattie di cui il paziente è affetto (spesso si tratta di patologie croniche che necessitano di un trattamento continuativo e che possono presentare periodiche riacutizzazioni, come ad esempio lo scompenso cardiaco, la broncopneumopatia cronica ostruttiva, la cardiopatia ischemica, ecc. ecc.) ed i sintomi specifici recenti che hanno portato il paziente all’attenzione del medico. Tutto questo richiede tempo ed impegno da parte del medico, ma spesso ciò non è sufficiente, perché ci si trova di fronte a situazioni in cui è molto difficile riuscire ad avere un quadro completo dello stato di salute per mancanza di informazioni precise e/o documentazione clinica precedente non disponibile. Senza ovviamente generalizzare, è molto frequente nella pratica clinica quotidiana di gestire situazioni in cui nonostante le nostre insistenze giornaliere, veniamo a conoscenza di particolari (più o meno importanti!) a distanza di giorni dall’ingresso in ospedale, sprecando così tempo e risorse. Laddove questo succede mi colpisce la scarsa sensibilità dei paziente e/o dei loro familiari riguardo a questo aspetto dell’atto medico. Molti esami diagnostici e molti dei nostri ragionamenti clinici potrebbero essere evitati e/o accelerati da una accurata e precisa raccolta delle informazioni al momento dell’ingresso in ospedale. Ovviamente tutto ciò assume maggiore importanza in setting in cui è il processo decisionale clinico deve essere rapido e quanto più possibile “preciso” al fine di garantire una giusta diagnosi ed un appropriato e tempestivo approccio terapeutico. Lavorando da qualche anno in una struttura per acuti con un servizio di Pronto Soccorso, è esperienza quotidiana (sigh!) visitare paziente complessi, con multiple patologie concomitanti, polifarmacologia in atto, con ricoveri frequenti e successivi, in assenza di alcuna documentazione clinica sanitaria recente e/o passata. In genere la spiegazione più frequente che viene data della mancanza di tale documentazione è che il paziente è stato portato in pronto soccorso in regime d’urgenza e che quindi non si è pensato di raccogliere “tutte le carte” e “tutti i farmaci”, ciononostante però rimango sempre sbalordita nel constatare che nessuno di questi pazienti è sprovvisto di pantofole, pigiami e vestaglia, che sono stati prontamente preparati in attesa dell’autoambulanza del 118!
La capacità del clinico di giungere ad una diagnosi e di individuare un piano terapeutico può apparire straordinaria a chi non esercita questo mestiere. Senza dubbio quante più informazioni noi abbiamo a disposizione, tanto più veloce e preciso sarà il processo decisionale relativo al singolo paziente e la successiva qualità delle cure. » scarica pdf « torna indietro
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