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28.08.2009

Marco Trabucchi

L ospedale piu adatto agli anziani

Il cittadino comune rimane spesso sorpreso e preoccupato per le incertezze riguardanti l’assistenza dell’anziano in ospedale, perchè giustamente per lui l’ospedale è il luogo dove ricorrere nei momenti di difficoltà e poco gli interessano le problematiche degli addetti ai lavori. Durante un recente incontro pubblico nel quale cercavo di discutere questi problemi un persona anziana mi ha detto ”A me interessa trovare attenzione, ascolto, capacità di cura adeguata ai bisogni di un vecchio; il resto è una questione che non mi riguarda. Io voglio vedere il risultato; sono pronto a comprendere le motivazioni degli eventuali cambiamenti, però questi non possono essere a mio svantaggio, qualsiasi siano le ragioni. Troppo spesso ho visto che, quando si vuole, le cose si fanno, anche se costano e sono difficili da organizzare”. Per rispondere ai problemi sollevati da questa persona sono molto utili i risultati degli studi sino ad oggi condotti.. Cosa dicono i numeri di importante per migliorare nelle corsie ospedaliere l’assistenza ai vecchi ?

Il dato principale è che i ricoveri degli anziani non sono inappropriati come si tende a dire spesso in modo superficiale. L’anziano che viene ricoverato in ospedale soffre di problemi clinici che possono trovare giovamento dal ricovero stesso; l’ospedale non è cioè un luogo per ricevere un’assistenza generica, ma un ambito di alta tecnologia e di interventi necessari e mirati. Inoltre, dove funzionano i sistemi di assistenza a casa (prima di tutto il medico di famiglia  e poi i diversi sistemi di supporto domiciliare) gli anziani non affollano il pronto soccorso degli ospedali, perché la loro percentuale è appena superiore a quella della popolazione generale. Però, tra quelli che vanno in pronto soccorso i ricoverati aumentano con l’aumentare dell’età; ulteriore riprova che dopo un’attenta analisi della loro condizione clinica si decide il ricovero solo delle persone più fragili e ammalate. Infine è stato calcolato che circa il 12% dei degenti nei reparti medici è affetto da demenza. Considerando che la malattia è un ostacolo molto rilevante alla raccolta della storia clinica e all’esecuzione delle terapie, un numero così elevato impone una particolare attenzione alla loro cura (e quindi richiede una formazione specifica di medici e infermieri). Come si può capire, questi dati dimostrano che l’ospedale moderno, anche se ha cambiato in parte la sua tradizionale funzione di “hospitalitas”, continua a svolgere compiti fondamentali verso la parte più debole della popolazione, cioè gli anziani che sempre più numerosi  chiedono nei momenti di crisi un’adeguata assistenza sanitaria.

 

 

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