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07.04.2008

Marco Trabucchi

L America si cura dei suoi vecchi

 

Il film del famoso regista Michael Moore, intitolato Sicko, critica radicalmente il servizio sanitario degli Stati Uniti che non sarebbe in grado di rispondere alle esigenze di cure sanitarie di molte persone bisognose. Non voglio in questa sede contraddire o confermare le ipotesi di Moore, ma solo ricordare ai lettori (anche se, forse, non sono molti quelli che andranno al cinema a vedere Sicko) che negli USA esiste un sistema di protezione della salute delle persone anziane che funziona molto bene. Si chiama Medicare e prevede una copertura completa per i vecchi e per gli invalidi di tutti i costi affrontati per eventi clinici acuti, ma anche per l’assistenza prolungata all’interno delle strutture residenziali o nell’assistenza domiciliare. Il sistema Medicare permette di scegliere liberamente i medici ed i servizi che ognuno preferisce; è quindi sostanzialmente rispettoso della libertà dei cittadini senior. Ovviamente vi sono anche in America alcuni problemi, dettati soprattutto dall’aumento dei costi conseguito all’aumento del numero degli anziani, ed in particolare quelli portatori di malattie croniche. Si potrebbe dire che in qualche modo il sistema Medicare è simile al nostro servizio sanitario nazionale, perché garantisce una copertura generalizzata e di buon livello qualitativo.

Riferisco queste notizie ai lettori soprattutto per rasserenarli rispetto ad eventuali interpretazioni distorte di alcune notizie, spesso diffuse con superficialità. Al contrario di quanto da taluno affermato, i paesi sviluppati tendono ad essere sempre più attenti ai bisogni di salute dei loro anziani e non hanno nessuna intenzione di ridurre i finanziamenti per garantire servizi adeguati. Sono di questi giorni le notizie dei provvedimenti presi da Sarkozy per migliorare in Francia l’assistenza alle persone affette da malattia di Alzheimer e dalla Merkel in Germania per garantire una forte protezione ai famigliari che mantengono a casa i propri parenti  anziani non autosufficienti. Ma anche l’America fa la sua parte, perché nell’area della medicina delle persone non più giovani rappresenta il luogo dove vengono elaborate le idee più avanzate e sperimentate le soluzioni più coraggiose e più utili a garantire la salute. Se oggi a Brescia abbiamo reparti di geriatria di alto livello, reparti di riabilitazione geriatrica qualificati, una catena di unità di valutazione Alzheimer, un’assistenza domiciliare ben organizzata, un numero adeguato di RSA lo dobbiamo in buona parte agli insegnamenti che abbiamo ricevuto dagli Stati Uniti. Ci hanno infatti indicato come deve essere  la cura delle persone che hanno molte malattie contemporaneamente, come riabilitare l’anziano che ha perso l’autonomia, come rendere le case di riposo luoghi di vita e non parcheggi. Il tutto perché gli americani hanno una forte idea di fondo sulla dignità della persona, anche quando è fragile, come sono le persone molto anziane ammalate. Forse il regista Moore ha ragione per alcuni aspetti della sanità americana, ma non per quanto riguarda la cura dei vecchi!


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