07.12.2007Cristina CornaliPrevenzione delle infezioni in strutture residenziali per anzianiSebbene vi sia una ridotta disponibilità di dati epidemiologici, la frequenza di infezioni nelle persone anziane in strutture di assistenza per lungodegenti è praticamente sovrapponibile a quella degli ospedali per acuti. La prevalenza varia in base al tipo di infezione e alla modalità di registrazione, ma ogni ospite sviluppa in media da 1 a 3 infezioni all’anno.
Per gli anziani che vivono nelle case di riposo, le infezioni rappresentano la principale causa di ospedalizzazione e di morte, soprattutto se si considerano le polmoniti. I siti più frequentemente colpiti sono le vie urinarie e respiratorie, le lesioni cutanee, l’apparato gastroenterico e l’occhio.
I fattori che influenzano il rischio infettivo sono principalmente legati alle caratteristiche dell’ospite e della struttura, al numero e professionalità del personale di assistenza, alla difficoltà nel porre diagnosi di infezione, all’abuso di antibiotici.
Il processo di invecchiamento costituisce di per sé un fattore di rischio, sia per i deficit funzionali associati, quali incontinenza, ripetute cadute, dipendenza per le cure e le attività quotidiane, sia per le frequenti patologie concomitanti, quali malattie cardiache, ictus, diabete, bronchite cronica, per le quali sono prescritti trattamenti farmacologici che possono a loro volta favorire un’infezione.
Le più recenti acquisizioni in materia igienistica hanno evidenziato come la prevenzione si deve fondare non tanto su misure di controllo basate sull’insorgenza di casi di malattia, ma sull’adozione routinaria di norme comportamentali, individuali e collettive, definite come “precauzioni universali”:... segue allegato pdf » scarica pdf « torna indietro
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