06.06.2007Stefano BoffelliAnziani affetti da demenza e Pronto SoccorsoSpesso il Pronto Soccorso dell’ospedale sono assillati da richieste di ricovero, da parte dei familiari, di persone affette da demenza. La demenza di per sè non è la causa del ricovero in ospedale, poiché diagnosi e cura farmacologica possono avvenire in ambulatorio. L’ospedalizzazione coinvolge prevalentemente persone dementi che sono affette, nel contempo, da malattie somatiche acute o croniche. Usualmente sono associate alla demenza in fase lieve-moderata le neoplasie (generalmente riscontrate durante l’esecuzione di esami di routine o di controllo), le broncopneumopatie croniche, il diabete, le malattie gastrointestinali. Quando la malattia evolve verso la fase di maggiore gravità, sono più frequenti le polmoniti o altre malattie infettive (tra le quali le infezioni delle basse vie urinarie), l’ictus, la malnutrizione, le fratture di femore per caduta, le piaghe da decubito per l’immobilità. La demenza complica la gestione delle malattie croniche, poiché i malati sono meno in grado di percepire -e soprattutto riferire con esattezza- il disturbo e riportare accuratamente i sintomi e la loro gravità. In quest’ottica la valutazione della persona demente non può prescindere da un’attenta valutazione delle problematiche mediche generali. Spesso la presentazione della malattia è atipica nella persona affetta da disturbo cognitivo: il malato giunge al medico presentando problemi improvvisi di autosufficienza (una perdita della funzione, quale il cammino, anche se non sono rilevabili deficit di forza) e problemi di comportamento (agitazione, aggressività, alterazione del ciclo sonno-veglia, deliri o allucinazioni).
Il sistema di “filtro” al ricovero che avviene in Pronto Soccorso deve essere molto accurato: una buona raccolta anamnestica effettuata con il malato e soprattutto con i familiari (malattie attuali e del passato, farmaci assunti) permette di comprendere lo stato generale di fragilità somatica della persona. D’altra parte, altrettanto accurata deve essere la comprensione dei disturbi che hanno portato il malato in ospedale, per quanto atipici (per esempio, uno stato di sopore come unico sintomo di una condizione infettiva). Per tale ragione, la visita del malato dovrà essere attenta, per indagare la causa, o le cause, del malessere. Su questa base, e su quelle degli eventuali esami ematici e strumentali che deciderà di effettuare (radiografia del torace, ecografia dell’addome, etc.), il medico del Pronto Soccorso potrà comprendere il tipo, e la gravità, della patologia acuta (o cronica riacutizzata), ed individuare il percorso terapeutico più appropriato: ricoverare in ospedale, quando la malattia è di grado severo e richiede cure ed assistenza intensiva ospedaliere, oppure rinviare la persona al domicilio, con una cura specifica, quando la malattia è di grado lieve, evitando un inutile ricovero e le sue conseguenze indesiderate.
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