13.01.2015Marco TrabucchiFiducia, speranza, cultura, mitezza: i nostri auguri per il nuovo anno Care Amiche e cari Amici,
riprendiamo il contatto diretto con i lettori per rinforzare un rapporto significativo e per allargare la discussione attorno alle più rilevanti tematiche che riguardano il mondo degli anziani.
Il GRG da anni continua un'intensa attività di studio e ricerca, incentrata sui temi dell'invecchiamento in salute, delle terminanti della fragilità e della perdita dell'autosufficienza, sulla cura dell'anziano in ospedale, sull'organizzazione e le pratiche nei vari servizi (riabilitazione, assistenza domiciliare, strutture residenziali). La collaborazione con diverse realtà coinvolte nelle problematiche dell'anziano ha permesso una forte osmosi di idee e di modelli concreti.
Il nuovo anno inizia carico di problemi per il mondo dell'anziano; infatti la crisi economica si associa ad una crisi dei significati, che aggrava la prospettiva di un mondo caratterizzato da un progressivo aumento della spettanza di vita e quindi del numero delle persone anziane e molto anziane. Ma noi crediamo che tutti quelli che, per professione o per vocazione, si occupano delle persone più deboli debbano avere fiducia in se stessi e speranza (per contrastare la depressione diffusa, per cui sarebbe inutile ogni impegno volto all'innovazione), una forte cultura, perché è il mezzo migliore per contrastare il conservatorismo e la banalità delle idee, mitezza (in modo da sconfiggere l'aggressività degli stupidi e rispettare chi è più fragile). Non siamo privi di realismo, ma crediamo nella possibilità di creare piccoli, importanti spazi vitali anche per le persone più vecchie, spesso colpite da malattie e non autosufficienti.
La letteratura scientifica ed i mezzi di comunicazione ci sottopongono ogni giorno svariate informazioni attorno ai problemi delle età avanzate; talvolta ci sembra che sia quasi impossibile creare un nostro, personale quadro di riferimento nel quale collocare le diverse notizie, separando quelle di rilevanza significativa da quelle dettate da interessi e superficialità. Il modello della “system medicine” è certamente quello più adatto a comprendere i vari eventi che portano a salute e malattia; si potrebbe affermare che è una rivisitazione più recente della valutazione geriatrica multidimensionale, che da 30 anni accompagna il nostro lavoro clinico e assistenziale. Il fluire del tempo è caratterizzato da una continua interazione a livello biologico, clinico, psicosociale; noi abbiamo il compito di studiare come avvengono le interazioni e quali ricadute esse abbiano sulla salute.
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